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Le recensioni dei visitatori su "La caccia al tesoro" di Camilleri
Numero di recensioni: 2
 

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da chiti [13/07/2010]
Questo romanzo presenta molteplici aspetti: un inizio lento, due vecchi pazzi con manie religiose, un Montalbano particolarmente introspettivo e portato alla meditazione, una ragazza scomparsa, un giovane filosofo che vuole studiare i metodi d'indagine di Montalbano, una caccia al tesoro particolare, ll tutto raccontato con un ritmo statico come l'atmosfera del commissariato, svegliato solo dagli scoppiettanti dialoghi fra Montalbano e Catarella che dà il meglio di sè. Sinceramnete mi stavo annoiando, trascinando stancamente la lettura quando improvvisamente , come in un gioco di prestigio, Camilleri torna ad essere Camilleri, gli eventi si susseguono veloci e s'incastrano in un puzzle machiavellico che dimostra che fin dall'inizio niente era accaduto per caso.


da GiocondaJo [13/06/2010]
Calma piatta al commissariato di Vigata. Montalbano potrebbe andare a trovare Lidia a Boccadasse ma non vuole allontanarsi, perché sente che qualcosa sta per succedere, che quell'insolita mancanza di episodi delittuosi non può durare a lungo. Una lettera anonima (a cui ne seguono altre) lo invita ad una misteriosa caccia al tesoro: Montalbano, in mancanza di meglio, si lascia irretire dal gioco. Ma il presunto gioco si trasforma in tragedia, quando scompare una ragazza. Nella seconda parte del romanzo il ritmo si fa incalzante, anche se, bisogna ammetterlo, il finale è abbastanza prevedibile. Hanno scritto che Camilleri, in questo episodio, strizza l'occhio al Larsson di "Uomini che odiano le donne": chi conosce bene lo scrittore sa che non è nuovo agli accenti pulp (basti vedere "Il casellante"). Fa da contraltare comico alle scene finali la commedia degli equivoci inscenata da ben due bambole gonfiabili.