Auguri per i 14 anni
    Home   |   Chi siamo   |   Database del romanzo   |   Database delle librerie   |   Indice Generale del Portale   
[S]peciali di Infinitestorie.it
Indice Speciali


Cerca tra gli Speciali
 

pagina 7 di 46

Dolce Natal  Quattro gustose ricette di dolci tradizionali

Mistero nelle catacombe  Intervista a Glenn Cooper

Tutti hanno le loro responsabilità  Intervista a Nir Baram

Padre e figlio: motocicletta e sentimenti  Intervista a Roberto Parodi

Il segreto di Botticelli  Incontro con Marina Fiorato

Tiziano Terzani alla Normale di Pisa  Intervista ad Alberto De Maio e Dino Satriano

Appuntamento con il destino  Intervista a Marco Vichi

L’Almanacco Guanda 2011  Conversazione con Ranieri Polese

Se l’universo ti cambia le domande  Incontro con Albert Espinosa

Da dove echeggia quella Voce…  Ce lo dice Marco Buticchi

Sapori e magia a tavola  Conversazione con Jael McHenry

El Alamein: eroismo e massacro della meglio gioventù  Ce lo spiega Alfio Caruso

Morte, Giudizio, Paradiso e Inferno  Intervista a Paul Hoffman

Un’ultima Milano da leggere  Intervista a Ivan Guerrerio

La Signora dei Deserti  Intervista a Carla Perrotti

Ingredienti di un amore magico  Intervista a Haley Tanner

Musica e mondi surreali  Intervista Zoran Živković

Morte a tempo di rock  Intervista a Gianluca Morozzi

Un posto dove essere felici  Intervista a Massimo Cacciapuoti

Fotogrammi di morte  Incontro con Franck Thilliez

Bilancio di uno scrittore ottimista  Conversazione con Jim Crace

Caterina che pedala verso un sogno  Laura Bosio ci racconta

La vita è un romanzo instabile  Incontro con Karl Ove Knausgård

Giacinto Facchetti, campione nel calcio e nella vita  Intervista a Gianfelice Facchetti

Da vittima a carnefice  Intervista a Jerker Eriksson e Håkan Axlander Sundquist


pagine: 1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  11  12  13  14  15  16  17  18  19  20  21  22  23  24  25  26  27  28  29  30  31  32  33  34  35  36  37  38  39  40  41  42  43  44  45  46 
tyler.jpg
Un mondo splendidamente trasognato
L’ultimo romanzo di Anne Tyler
Quando eravamo grandi
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

Che mondo splendidamente trasognato ci regala Anne Tyler con ogni suo libro. Microcosmi della mente sempre imperniati sulla città di Baltimora, dove (o vicino a dove, o partendo da dove) si svolgono tutte le sue storie. Famiglie in genere pletoriche i cui componenti sono sempre afflitti da tic piccoli o grandi, vissuti come un gioco o irreparabili. Come dimenticare anzitutto, quella del Turista involontario, che molti considerano il suo capolavoro? (Per altri il suo capolavoro è invece Ristorante Nostalgia, e personalmente preferisco lo straordinario Possessi Terreni.)
Nell'ambito di queste famiglie si accalcano personaggi che vivono sempre una vita reale e parallelamente un'altra da sogno, più o meno maniacale, confondendo l'una con l'altra senza più riuscire a distinguerle. Il tutto raccontato con una scrittura di un'eleganza essenziale, fatta di understatement, di notazioni piccole ma sempre nitidissime, di uno humour sottile e (anche per questo) di grande efficacia. Un "piccolo mondo moderno" americano, insomma.
In Quando eravamo grandi la pletorica famiglia è quella dei Davitch, una quantità sterminata di personaggi che va dal centenario prozio Poppy al neonato Abdul. Al centro di essa, quasi per caso, quasi in un sogno (come sempre), si è venuta a collocare la protagonista, Rebecca (Beck), arrivatavi per matrimonio con Joe, che aveva già tre figlie. Beck è rimasta vedova molto presto, e ancora giovanissima si è trovata sulle spalle tutto il peso della famiglia e dell'attività di cui essa campa: l'affitto dell'ottocentesca, grandissima e ormai cadente residenza padronale per feste di vario genere sotto l'insegna commerciale "A Braccia Aperte".
Il prozio è diventato vecchissimo (e nessuno sa fino in fondo perché viva lì). Le tre figliastre (più la quarta figlia, naturale) sono cresciute a hanno a loro volta generato uno stuolo di figli (con un discreto numero di mariti). Tutto attorno ruota un'altra sequela di amici, conoscenti, fornitori, artigiani, che entrano ed escono dalla dimora come se fosse casa loro, sempre ben accolti, sempre ascoltati sia pure nella limitata capacità di attenzione per gli altri che connota tutti i Davitch. "La loro vita", pensa Beck, "era una specie di patchwork di eventi scollegati..."
Una situazione che discende molto da vicino da quella del Turista involontario, come da quel bambino (e da quelli di Possessi Terreni) discende il ragazzino Peter (acquisito alla famiglia per matrimonio), timido e introverso nelle attività proprie della sua giovanissima età, ma in realtà un piccolo genio della tecnica. Così, di evento bizzarro in evento bizzarro, di personaggio strampalato in personaggio strampalato, Beck si è ritrovata ad avere cinquantatré anni e a chiedersi come sia finita lì, e dove sia invece andata a finire la sua vera vita di studentessa modello, appassionata di Storia e quasi sicuramente destinata all'attività accademica (come il suo ragazzo di allora). E si chiede se sia in qualche modo possibile tornare a quella vita. Ma, incalza il centenario Poppy: "La vera vita non esiste. La vera vita è quella che capita di vivere, qualunque sia". Così Beck rinuncia al vagheggiato quanto improbabile ricongiungimento con il passato e - non diversamente dalla Charlotte di Possessi terreni - finisce con il rimanere lì, nel suo piccolo, affollato e bislacco microcosmo da sogno, aggiungendo una piccola perla alla corposa bibliografia di Anne Tyler (15 libri, di cui 11 tradotti in Italia).
A riprova della sua popolarità basterebbe guardare il numero delle "recensioni di lettori" che compaiono nel sito di Amazon.com. C'è chi il libro lo ha amato moltissimo, chi così così, chi niente (pochissimi, per altro): è la normale sfida che affronta ogni scrittore quando sottopone il suo lavoro al giudizio del pubblico. Ma le recensioni sono 111. Non capita a molti di avere tanti lettori così appassionati da scrivere e inviare una recensione telematica. Anche in questo modo Anne Tyler si conferma, oltre che forse la miglior scrittrice americana vivente, sicuramente una delle più popolari.

[Mario Biondi]

Vedi il lungo profilo di Anne Tyler pubblicato sul sito personale di Mario Biondi