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Una passione irresistibile  Marco Buticchi racconta il suo nuovo romanzo

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È l’adolescenza, bellezza!  Incontro con Anne Fine

Doppia vita di un marito insospettabile  Intervista ad Andrew Gross

Un incontro-scontro tra fede e ragione  Intervista a Jostein Gaarder

Tra cinema, sogno e letteratura  Intervista a Luca Doninelli

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La sfida di una donna nella Roma di fine Ottocento  Intervista a Brunella Schisa

Rinnovarsi tra stelle e assaggi francesi  Intervista a Simonetta Greggio

La mia vita con un Guinness World Record   Intervista a Sue Patterson, moglie di James Patterson

Un’isola preistorica ai confini del mondo  Intervista a Warren Fahy

Morte e rinascita del Sogno Americano  Incontro con Ethan Canin

Davvero "il viaggio è morto"? Macché...  Recensione di Mario Biondi a Rolf Potts

Il Macellaio di Cambridge  Intervista a Ruth Newman

Il cuore pulsante dell'ideologia antiberlusconiana?  Accaldata polemica tra Il Foglio di Giuliano Ferrara e il presidente e a. d. del GeMS, Stefano Mauri

Giornalismo e tv. Com'eravamo e come siamo oggi  Intervista a Paolo Bianchi

Il rifugio della nostalgia  Intervista ad André Aciman

Alla ricerca delle origini  Intervista a Padma Viswanathan

La verità, tutta la verità, nient'altro che… (al 95%)  Intervista a Tom Knox

Gli dei dell’Olimpo discendono a Londra  Intervista a Marie Phillips

Lo scheletro della modernità  Intervista a Russell Shorto

Alle radici della paura  Intervista a Jeffery Deaver


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oconnor.jpg Desperados de amor…
Recensione di Valentina Agostinis
al nuovo romanzo di Joseph O’Connor Desperados
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

Che cosa ci fanno un tassista di Dublino e la sua ex moglie nel Nicaragua dell'85 in piena guerra contro i "contras"? E, soprattutto, che cosa li porta ad affrontare uno sgangherato viaggio da Managua verso il nord del paese, infestato di pericoli, insieme a un variopinto gruppo rock dall'improbabile nome di "Los Desperados de amor"?

Nulla di strano per uno scrittore come Joseph O'Connor, autore de Il rappresentante e di La fine della strada, che imbastisce con tale maestria una storia densa di azione, colpi di scena e dialoghi scoppiettanti, da cancellare via via ogni senso di disagio per un materiale narrativo senza dubbio stravagante, eppure nello stesso tempo reale, come un singolare fatto di cronaca letto in un trafiletto di giornale: "Due ex coniugi di Dublino vengono arrestati in Nicaragua mentre vanno alla ricerca del figlio fuggito di casa due anni prima. Il governo di Managua sospetta che il figlio, componente di un gruppo rock locale, sia implicato nel contrabbando di droga e armi che alimenta la guerriglia dei contras al confine con l'Honduras."

La maestria di O'Connor — il suo divertimento nello sciorinare i fatti lungo un percorso pieno di buche come le strade accidentate del Centroamerica, e punteggiato di eventi esilaranti, pur nel pathos della ricerca — sta soprattutto nello sviscerare a fondo le possibilità esplicite e implicite racchiuse in una trama simile a un trafiletto di cronaca. Fino a succhiarne tutta la "vita".

Così, lungo le tappe del viaggio di Frank Little e dell'ex moglie Eleanor in Nicaragua, a bordo di Claudette, il camper dei Desperados, O'Connor intesse abilmente la storia del loro incontro nel dopoguerra, lo sviluppo di un matrimonio uguale a quello di tanti altri nella periferia di Dublino, il demone dei sensi di colpa, l'alcol, il fallimento, il figlio perduto, forse morto, lontano dalla "piccola" vita di Frank. Lo stile è quello dell'alternanza dei tempi, passato e presente, e soprattutto il procedere per contrasti, frizioni, scosse, da cui risultano le vere scintille del romanzo.

La vita del piccolo uomo qualunque, Frank Little, appunto, messa a confronto con il grande sogno rivoluzionario dei Sandinisti; i fallimenti di una coppia matura di fronte alle schermaglie amorose di ventenni ribelli; la malinconia irlandese a confronto con l'accanita vitalità di un paese straziato; la vita contro la guerra.

La fine del viaggio, che come sempre produce trasformazione e conoscenza, ritrova ognuno solo davanti al proprio destino: nessuno happy ending hollywoodiano, soltanto un riconoscersi nei propri limiti, nelle buone intenzioni che si nascondono anche negli sbagli più grossi. A tenere insieme per qualche settimana il gruppo variopinto di O'Connor è il sentimento racchiuso nel nome della rock band più sgangherata del Nicaragua, "Desperados de amor".