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Che cosa ci fanno un tassista di Dublino e la sua ex moglie nel Nicaragua dell'85 in piena guerra contro i "contras"? E, soprattutto, che cosa li porta ad affrontare uno sgangherato viaggio da Managua verso il nord del paese, infestato di pericoli, insieme a un variopinto gruppo rock dall'improbabile nome di "Los Desperados de amor"?
Nulla di strano per uno scrittore come Joseph O'Connor, autore de Il rappresentante e di La fine della strada, che imbastisce con tale maestria una storia densa di azione, colpi di scena e dialoghi scoppiettanti, da cancellare via via ogni senso di disagio per un materiale narrativo senza dubbio stravagante, eppure nello stesso tempo reale, come un singolare fatto di cronaca letto in un trafiletto di giornale: "Due ex coniugi di Dublino vengono arrestati in Nicaragua mentre vanno alla ricerca del figlio fuggito di casa due anni prima. Il governo di Managua sospetta che il figlio, componente di un gruppo rock locale, sia implicato nel contrabbando di droga e armi che alimenta la guerriglia dei contras al confine con l'Honduras."
La maestria di O'Connor — il suo divertimento nello sciorinare i fatti lungo un percorso pieno di buche come le strade accidentate del Centroamerica, e punteggiato di eventi esilaranti, pur nel pathos della ricerca — sta soprattutto nello sviscerare a fondo le possibilità esplicite e implicite racchiuse in una trama simile a un trafiletto di cronaca. Fino a succhiarne tutta la "vita".
Così, lungo le tappe del viaggio di Frank Little e dell'ex moglie Eleanor in Nicaragua, a bordo di Claudette, il camper dei Desperados, O'Connor intesse abilmente la storia del loro incontro nel dopoguerra, lo sviluppo di un matrimonio uguale a quello di tanti altri nella periferia di Dublino, il demone dei sensi di colpa, l'alcol, il fallimento, il figlio perduto, forse morto, lontano dalla "piccola" vita di Frank. Lo stile è quello dell'alternanza dei tempi, passato e presente, e soprattutto il procedere per contrasti, frizioni, scosse, da cui risultano le vere scintille del romanzo.
La vita del piccolo uomo qualunque, Frank Little, appunto, messa a confronto con il grande sogno rivoluzionario dei Sandinisti; i fallimenti di una coppia matura di fronte alle schermaglie amorose di ventenni ribelli; la malinconia irlandese a confronto con l'accanita vitalità di un paese straziato; la vita contro la guerra.
La fine del viaggio, che come sempre produce trasformazione e conoscenza, ritrova ognuno solo davanti al proprio destino: nessuno happy ending hollywoodiano, soltanto un riconoscersi nei propri limiti, nelle buone intenzioni che si nascondono anche negli sbagli più grossi. A tenere insieme per qualche settimana il gruppo variopinto di O'Connor è il sentimento racchiuso nel nome della rock band più sgangherata del Nicaragua, "Desperados de amor".
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