Un grande gelo
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Fosca e le altre  Intervista a Simonetta Greggio

Dieci anni da Professionista  Intervista a Stephen Gunn

La solitudine: un’educazione e un mistero  Intervista a Vincenzo Gambardella

Il Generale dei picciotti  Raccontato da Matteo Collura

Un'editoria tra due culture  Ricordo di Mario Monti, editore

Kira, undici anni: scomparsa  Incontro con Martina Cole

Tornare a essere padri  Intervista a Carlo Grande

Un amore da sogno  Intervista a Marc Levy

Il romanziere come falsario  Intervista a Martín Caparrós

Il pensiero che uccide  Incontro con Wolfram Fleischhauer

Terrore livido su un’isola remota  Intervista a Sabina Colloredo

Scrivere aiuta a guarire  Incontro con Consolata Chiantelassa

La musica della natura  Intervista a David Rothenberg

Gloria e terrore dagli anni Settanta  Intervista a Bruno Arpaia

La sorella di Rimbaud  Intervista a Philippe Besson

Un amore proibito a Damasco  Incontro con Rafik Schami

Separazioni dolorose  Incontro con Karin Alvtegen

Attesa nel braccio della morte  Intervista a Marco Bardazzi

Accuse infamanti per Rebus  Intervista a Ian Rankin

Il colmo dello chic  Racconto per Capodanno di Mario Biondi

Nannerl, sorella di Amadeus  Intervista a Rita Charbonnier

L’amore in sé  Come lo racconta Marco Santagata

Christopher, il clone di Cristo  Intervista a James BeauSeigneur

Un Natale davvero particolare  Incontro con Anne Fine

Sopravvissuti allo Tsunami  Intervista a Marco Tartaglia


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dunne.jpg Cinque donne irlandesi
Incontro con Catherine Dunne
autrice di Una vita diversa
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)
[La foto è © di Leonardo Céndamo]

Dublino-Belfast, 1886-1906. Eleanor, May e Hannah sono tre sorelle che vivono a Dublino in una famiglia borghese agiata mentre Cecilia e Mary vivono a Belfast e appartengono alla classe operaia. Sono queste cinque donne e con esse una sesta, Sofia, madre delle tre sorelle, le protagoniste del nuovo romanzo di Catherine Dunne. Con Una vita diversa l'autrice sceglie di rivolgere il suo sguardo verso il passato: lo scenario è l'Irlanda di fine Ottocento, percorsa dalle violente tensioni che annunciano la lotta per l'indipendenza dal Regno Unito. Ma in quello scorcio di secolo, sullo sfondo di vicende nazionali, si desta nelle donne una coscienza nuova, la consapevolezza di potere avere una identità diversa da quella di madre e di moglie. Sarà questa inquietudine, questa sensibilità a segnare i destini delle cinque ragazze. Attraverso una sapiente esplorazione dei loro punti di vista di bambine, adolescenti e donne, l'autrice segue le loro vicende lungo venti anni cruciali della loro vita e della storia irlandese. Tutte queste donne hanno in comune la ricerca di un percorso di vita che non ricalchi le orme delle madri: il desiderio di una vita diversa. Abbiamo parlato del romanzo con l'autrice nel corso di una sua recente visita in Italia.


D. In tutti i suoi libri c'è una straordinaria sensibilità nell'indagare il mondo interiore dei suoi personaggi e un'attenzione del tutto originale per la condizione femminile. Con Una vita diversa lei ha scelto di rivolgere il suo sguardo verso il passato: non ha avuto qualche timore?

R. In effetti mi sono lasciata un po' intimidire da qualche dettaglio. Mi sono documentata con tutta la letteratura disponibile su questo periodo e devo dire che nel corso della ricerca mi sono anche appassionata. Ciò che comunque rende difficile l'accesso al passato è il non avere percezione dell'atmosfera, che è ciò che ho voluto ricreare. Per questo ho fatto ricorso soprattutto alla memoria di mio padre, ai racconti che ne faceva mia nonna. I grandi eventi sono importanti e sono ben documentati, ma a me interessava la storia di queste donne, dei loro caratteri, delle loro scelte, della loro sofferenza in questo scenario storico, che deve soltanto trasparire. Aggiungo che indagando nel mondo dei sentimenti i cambiamenti sono molto meno percepibili.

D. Interessante la tecnica narrativa che lei utilizza per raccontarci questa bella storia, dedicando un capitolo a ogni personaggio, tutti scritti in terza persona a eccezione di Eleanor, la cui storia è raccontata in forma di diario. Ma come mai Mary e Cecilia sono presentate sempre insieme, perché non dedicare un capitolo a ciascuna delle due così come avviene per Hannah o May?

R. Non ho sorelle. Mary e Cecilia mi hanno permesso di ricreare una forte intimità fra due sorelle, che avrei tanto desiderato. Mi rendo conto che in questo caso si tratta di una vera e propria dipendenza dell'una dall'altra. Mary in questa vicenda ha fin da bambina una grande responsabilità nei confronti della sorella e della sua stessa vita. La storia di Cecilia è basata su fatti effettivamente accaduti, come per esempio la madre che muore di consunzione. Ciò che mi interessava era però questo straordinario rapporto fra le due sorelle, inseparabili, anche perché dividere non soltanto un grande dolore ma una sofferenza continua è necessario, e questo legame rimarrà per sempre, al di là degli accadimenti.

D. Parliamo di Hannah. Grande temperamento, carattere, qualità artistiche indiscutibili, ma poi? La sua sorte genera una certa delusione. Perché questa scelta?

R. Hannah non ha scelta, i genitori vogliono per lei un buon matrimonio, ci sono problemi economici che hanno la priorità su ogni altra cosa. Hannah non ha scelta, e basta. Ciò nonostante sarà relativamente fortunata, anche se la sua è una scelta per la sopravvivenza. Il personaggio di Hannah, nonostante le inquietudini di adolescente, non esce dal retaggio del passato. Così come May rispecchia la transizione tra il vecchio e il nuovo ed Eleanor la nuova generazione che in qualche modo taglia i ponti con il passato.

D. Sofia è un altro personaggio interessante. Non appare subito molto simpatica al lettore, così snob, cerca a tutti i costi di mantenere un tenore di vita tale da mettere il marito in gravi difficoltà, eppure questa stessa donna saprà affrontare le sorti della famiglia e farlo con grande dignità. Chi è Sofia?

R. Sofia è la madre al centro della famiglia, che come ogni madre agisce per il bene delle sue figlie. È snob, è vero, ma non è una donna capricciosa o fragile, non fa nulla per se stessa, e nonostante tutto lo stesso tentativo di mantenere una vita dignitosa anche durante il periodo di difficoltà economiche e quindi un vero e proprio cambiamento di vita, sarà un tentativo riuscito, perché in fondo sappiamo che il fine è il benessere delle figlie, e di conseguenza le perdoniamo qualche superficialità.

D. Un po' tutti gli uomini di questa storia non fanno una gran figura: o sono deboli, o figure assolutamente di secondo piano. Perché?

D. Ho un padre, un marito e un figlio, nulla contro gli uomini. Semplicemente mi interessa di più indagare nell'universo dei sentimenti femminili e così ho fatto anche in questo libro.

D. Alla fine della storia non si vorrebbero lasciare questi personaggi, si vorrebbe sapere qualcosa di più di Eleanor, Stella, May. Ci sarà un seguito?

R. Non subito, ma questi personaggi hanno vissuto con me tre anni lunghi e interessanti, e sono sicura che li riprenderò.