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Un amore al di là della morte  Incontro con Ángela Becerra

Con l’adolescenza non si scherza, scrive una madre al figlio  Incontro con Rosangela Percoco

Maghi, folletti, principesse, regine spodestate...  Intervista a Susanna Clarke

Questa benedetta barca la compero o no?  Intervista a Carlo Romeo

Storia di un bambino  Incontro con Guido Conti

Tempeste (di ormoni) sul lago  Incontro con Andrea Vitali

Non avere figli: una scelta consapevole  Intervista a Jennifer L. Shawne

Come terrorizzo i miei lettori  Incontro con Franck Thilliez

Segreti di famiglia (scomodi)  Incontro con Monica McInerney

L’affascinante numero Zero  Intervista a Denis Guedj

L’enigma Romanov  Intervista a Steve Berry

Tra compromesso e integralismo  Intervista a Shlomo Ben-Ami

Scerbanenco ritorna  Intervista a Gian Franco Orsi

Un’estate di desiderio  Incontro con Celia Rees

Nell’Inghilterra di Jane Austen  Intervista a Carrie Bebris

1942. Il Medusa affonda...  Intervista a Pietro Spirito

Intrighi e avventura, amori e persecuzioni: insomma, Grande Romanzo  Intervista a Ildefonso Falcones

Yoga: la vita diventa danza  Intervista a Benedetta Spada

Vittima un clandestino  Intervista a Ian Rankin

L'Ombra che racconta  Intervista a Simonetta Greggio

La nuova frontiera dell’avventura  Incontro con James Rollins

Soldi? Non se ne parla...  Intervista a Anna Talò

Da Lisbona a Pechino in 212 giorni  Intervista a Paolo Brovelli

Ritorno al passato  Come lo racconta Sarah Waters

Befana  Racconto per l’Epifania di Matteo Collura


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panzeri.jpg A 10 anni dalla scomparsa di Testori
Colloquio con Fulvio Panzeri
autore di Vita di Giovanni Testori
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(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

A dieci anni dalla morte di Giovanni Testori, uno scrittore che ha sempre fatto discutere per le sue scelte espressive e per i temi tratti, un giovane critico, Fulvio Panzeri, che ha cononosciuto bene lo scrittore e che sta curando la pubblicazione di tutte le sue opere, ha scritto questa biografia critica. Raccontando la vita dello scrittore lombardo, ne traccia anche un ritratto appassionato, mettendo a confronto le istanze dell'uomo e l'opera letteraria, indagando le ragioni profonde delle sue scelte coraggiose e radicali. Vita di Giovanni Testori è il titolo della biografia, di cui abbiamo parlato con l'autore.


D. Che tipo di scelta ha affettuato per raccontare uno scrittore complesso come Testori?

R. La complessità dell'opera e dell'esperienza umana di Testori mi ha posto di fronte ad una serie di interrogazioni, perché l'opera si sovrappone agli aspetti più strettamente biografici. Raccontare Testori, a prescindere da un discorso critico sulla sua opera, mi è parso subito limitante: non rendeva giustizia alla forza morale, alla radicalità della persona, alla presenza sempre provocatoria dello scrittore sulla scena letteraria e artistica italiana. Ho quindi scelto di raccontare l'uomo Testori, attraverso una biografia critica, che potesse restituire il senso della sua avventura umana, la sua straordinaria forza, la sua ossessiva necessità di privilegiare il "corpo a corpo" con la realtà, vissuta dal punto di vista degli umili, dei reietti, dei più deboli, degli "irreparabili" come li ha spesso definiti Testori stesso.

D. In Vita di Giovanni Testori lei fa ampio uso di citazioni testoriane. È stata una scelta precisa?

R. Volevo che si sentisse la forza della sua scrittura. Ho compiuto soprattutto un lungo lavoro di ricerca, andando a recuperare tra materiali rari e spesso inediti, la testimonianza di Testori sugli episodi importanti della sua vita e le parole con le quali spiega la sua opera e le sue scelte espressive. Mi interessava far sentire, all'interno del ritratto biografico, la sua presenza viva, attraverso la voce della sua scrittura. Così è possibile avere, attraverso la biografia, anche un parallelo racconto in prima persona dello scrittore. Ho voluto essere soprattutto un accompagnatore per il lettore, per fargli scoprire la straordinaria forza umana dello scrittore milanese.

D. C'è un punto di vista "nuovo" che ha voluto sottolineare nel raccontare questo grande scrittore?

R. Più che un consuntivo sull'opera di Testori, ho voluto mettere in risalto quanto per Testori la letteratura sia sempre stata legata ad una testimonianza radicale sulla realtà. Gli interessava testimoniare l'allarme, lanciare brucianti provocazioni per risvegliare la coscienza contemporanea indifferente o venduta nello sperpero e nel disfacimento dei valori. Non era però un predicatore, Testori, bensì un incandescente provocatore che ha usato, per la prima volta in Italia, la sperimentazione letteraria, non per se stesso e per la sua opera, ma per essere dentro il corpo e la realtà dei poveri, dei disperati, degli irreparabili che sono diventati gli "eroi" scalcagnati e derilitti della sua opera. Mi ha interessato delineare questo filo "rosso" che lega le sue suore disperate, i ciclisti del Roserio, i giovanotti e le "Gilde" e le "Arialde" della periferia milanese degli anni Cinquanta, che si dibattono tra povertà e illusioni, i "pugilatori" dipinti sulle sue tele, l'Ambleto anarchico e l'Edipus nichilista, il Riboldi Gino in cerca di pietà nella Milano indifferente e traditrice.

D. Un aspetto inedito che ha raccontato in Vita di Giovanni Testori?

R. Sì, ho voluto sottolineare l'estrema generosità e la fiducia che Testori aveva nei giovani, che ha sempre seguito, incoraggiato e per i quali è stato un autentico "maestro", uno che sapeva guardare dentro l'anima e portare a galla una indicazione per il proprio destino. Ho dedicato un intero capitolo per ricostruire lo stretto rapporto che è intercorso tra lui e i giovani pittori, i giovani narratori e poeti durante gli anni Ottanta. Aveva un'attenzione particolare al lavoro degli altri, lo seguiva con interesse, suggerendo gli aspetti da sviluppare e quelli da abbandonare.

D. Per finire: un giudizio complessivo su Testori, che ancora oggi è uno scrittore scomodo, che inquieta...

R. Più che nei salotti letterari, Testori amava andare a trovare i drogati o a visitare i carcerati: la sua grande umanità lo ha tenuto un po' ai margini. In una delle ultime interviste ha detto: "Mi sono sentito isolato e ho provato anche dolore per questo. Ancora adesso sono fuori dalla circolazione, non me lo nego. Davo e do fastidio perché c'è uno scrittore che è cristiano, all'interno di un'unità. E questo è più terribile, perché più semplice". Testori è sempre stato un "ingombro" per la società letteraria italiana. Anche se le storie letterarie tendono a subordinare l'importanza la sua importanza, Testori è senz'altro uno dei maggiori scrittori del Novecento letterario italiano, non solo per l'inesausta sperimentazione linguistica che caratterizza la sua opera, ma per aver privilegiato nella scrittura e nel teatro la persona umana, soprattutto nei suoi momenti di dolore e di disperazione, nella sua ricerca di una speranza, fondamento del cristianesimo, vissuto sempre da Testori tra bestemmia e preghiera.