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Vita quotidiana dall'URSS alla Russia di oggi  Ne discutono fra loro Anna Jampol'skaja e Marco Dinelli

Vi aspetto a Torino dall' 8 al 12 maggio  Una lettera di Ernesto Ferrero

Scommettere significa sperare  Intervista a Cosimo Calamini

Ciak, si uccide  Intervista a Richard Montanari

La mia voce per i Fayu  Intervista a Sabine Kuegler

Chi è senza peccato scagli la prima pietra  Spiega Giuseppe Conte

Alla ricerca del libro maledetto  Incontro con Patrick Graham

Il matematico torna a far danni  Intervista a Piergiorgio Odifreddi

Chi va piano…  Intervista a Gaia De Pascale

La vita dopo la guerra  Incontro con Helga Schneider

Un'avventura da Oriente a Occidente  Incontro con Lucia Vastano

In Tibet con il cuore  Nell'esperienza di Sabriye Tenberken

Quanto costa viaggiare low cost  Incontro con Leo Hickman

Una strana convivenza  Intervista a Emiliano Gucci

Ma le streghe esistono davvero?  Incontro con Nerea Riesco

Le seduzioni del lago  Intervista ad Andrea Vitali

La genesi di un "romanzo ingenuo"  Ce la spiega Marino Magliani

La guerra e una madre  Intervista a Tahmima Anam

Una casa maledetta a Madrid, fine Ottocento  Intervista a Jeronimo Tristante

Perché l'amore è pericoloso  Ce lo spiega Brigitte Giraud

Un detective ai tempi di Spartaco  Intervista a Steven Saylor

Casi di persone scomparse  Intervista a Chris Mooney

Misteriosi omicidi a Catania  Incontro con Ferdinando Albertazzi

Crimini e misfatti del microcosmo Svizzera  Intervista ad Andrea Fazioli

Quelle pinne che filano diritto  Intervista a Caterina Bonvicini


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bocconi.jpg Sperdersi per un anno: come e dove
Incontro con Andrea Bocconi
autore di Il giro del mondo in aspettativa
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

Non un semplice viaggio, ma nemmeno una fuga drammatica. Casomai la scelta di essere libero per un anno, approfittando di un biglietto aereo per fare il giro del mondo, però procedendo sempre nella stessa direzione, senza mai tornare indietro. Come si spiega una scelta del genere alle persone amate, agli amici, ai colleghi, alla gente che si conosce? Non lo si spiega: lo si fa e basta. Così, bagaglio il più possibile leggero e via: Zurigo, Stati Uniti, Tahiti, Figi, Australia, Giappone, Indonesia, Tailandia, India... È il viaggio che Andrea Bocconi ha fatto e poi raccontato in Il giro del mondo in aspettativa. Ne abbiamo parlato con lui.


D. Com'è successo che un bel giorno lei abbia deciso di piantare in asso tutto e di andarsene letteralmente in capo al mondo per un anno?

R. Noia. Voglia di cambiamento. Desiderio di scoprire se c'erano altre vite possibili oltre a quella che stavo vivendo, neppure una brutta vita peraltro. Uno scrollone alle cinghie, per vedere come si va senza.

D. Secondo lei è un impulso destinato a colpire persone particolari, in momenti particolari, o può essere considerato universale, capitare tra capo e collo a tutti, in qualsiasi momento?

R Credo proprio che l'impulso sia diffuso almeno quanto il virus dell'influenza. C'è poi chi fa finta di nulla, chi la piglia in forma leggera e magari gli basta cambiare il taglio dei capelli o iscriversi a un corso di russo, chi non può permetterselo in alcun modo in prima persona.

D. Lei consiglia di seguire senza indugi un simile impulso, qualora se ne sia colpiti, o di cercare di resistere, almeno un po'?

R. Come psicologo sono allenato a non dare consigli. Figurati come scrittore. Ognuno si arrangi come può.

D. Ha mai pensato di prolungare all'infinito questo suo anno sabbatico, ovvero, di non tornare più a casa?

R. Sì. Ma non viaggiando in continuazione. Ho pensato che un posto, una civiltà, un maestro, mi si rivelassero più veri e profondi del luogo dove vivevo allora. In tal caso non avrei esitato troppo a reinventarmi una vita altrove. E allora l'altrove sarebbe diventato Lucca. Sperando di non stancarmi presto.

D. Quale o quali sono stati i momenti più entusiasmanti del suo Giro del mondo in aspettativa. E, per converso, quale o quali i più difficili, i più deprimenti?

R. Camminare per le strade dell'Asia con i sensi ben svegli, incontrare persone che ci piacciono senza che abbiano molto in comune con la nostra storia, e tutto sommato avere la possibilità di essere io stesso senza storia. Poi, certo, la bellezza del mondo. Ma questa la incontro anche dietro casa, nel Casentino o alla Piana del Castelluccio. Non occorre fare il giro del mondo. Vedo che sono molto più accessibili i momenti esaltanti. Mi sono depresso poco; certo, ho sentito acutamente la solitudine, la precarietà ma a ripensarci ora lo trovo piuttosto istruttivo.

D. Com'è stato il ritorno? Si è ritrovato subito a suo agio nel vecchio mondo, o ha fatto una qualche fatica a riadeguarsi?

R. Non so molto di astrologia, neppure so se ci credo. Ma si dice che i Gemelli siano molto adattabili. Mi è piaciuto camminare di nuovo per le vecchie strade, io mi sentivo un po' diverso, come uno che ha commesso una grossa marachella e se ne compiace segretamente

D. Da come lei parla dell'atto del viaggiare nei suoi libri, trapela però non tanto sottesa l'idea che tutto sommato si può benissimo viaggiare anche rimanendo a casa. Con i libri, con la fantasia...

R. Questo può essere uno splendido surrogato, ricordo quando non scesi dal treno tutto preso dalle avventure del tenente Trotta. Stavo viaggiando nell'Austria imperiale, quindi nel tempo e nello spazio, grazie a Joseph Roth, che vuoi che mi importasse di Lucca e Viareggio ? A un livello più elevato ( e non è il mio ) credo che il saggio, come dice il Tao Te Ching, senza affacciarsi dalla finestra veda tutto. Per il momento io mi eccito anche all'idea di visitare per la prima volta Foiano della Chiana.

D. In questo suo libro, come anche nel precedente, compare la vaga ombra di un personaggio particolare, Fosco Maraini. Che cosa è stato per lei? Una motivazione, un maestro, un guru?

R. Non mi ero accorto che Maraini fosse venuto a trovarmi in questo libro. No, né maestro né guru. Ma ne ho apprezzato moltissimo la sua curiosità da adolescente e la generosità verso lo sconosciuto da grande vecchio.

D. Il prossimo viaggio? E il prossimo libro?

R. C'è una raccolta di racconti, scritti nell'arco di trent'anni. Mi piace molto aggiungerne di nuovi, riscriverne altri, o decidere di lasciarli come sono: naturalmente parecchi sono racconti di viaggio. E c'è poi c'è un viaggio a piedi di un mese che mi sta appassionando molto, si sta facendo largo dentro di me, chiede attenzione e vorrà che lo racconti. Ho già un titolo ancora prima di essere partito, ma non lo dico. Scaramanzia e discrezione.