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Già nota ai lettori italiani per il romanzo Sorelle, la scrittrice e giornalista indiana Shobhaa Dé ci propone ora un nuovo libro, Notti di Bollywood. Il mondo cinematografico di Bombay attrae, con le sue promesse di fama e ricchezza, ragazze disposte a tutto pur di ottenere il successo. Così accade ad Asha Rani, la protagonista di questa storia, una giovane che dal Sud dell'India arriva a Bombay con un nome d'arte, un trucco pesantissimo con cui nascondere la sua provenienza, e una madre spietatamente arrivista: ha deciso che la figlia diventerà la stella più brillante di Bollywood, a ogni costo. Non importa quale compromesso dovrà accettare; lei stessa spingerà Asha Rani ad adeguarsi alle regole di quel mondo malvagio. Tornano i temi cari a Shobhaa Dé: la famiglia che nasconde segreti e cova l'odio, ma che è anche l'unico punto di appoggio; gli uomini che abusano del proprio potere; i grandi contrasti dell'India. Ma anche le donne forti. Ed ecco che Asha Rani dovrà tirare fuori tutta la sua grinta per non crollare quando farà l'unica cosa che a Bollywood non è consentita: innamorarsi. Abbiamo rivolto all'autrice alcune domande su questo mondo scintillante e crudele.
D. Il suo dipinto di Bollywood, così spietato, è realistico o volutamente forzato?
R. Il mondo di Bollywood è addirittura peggiore di come l'ho descritto io.
D. Quindi: vuoto, superficiale e pieno di vizi?
R. Sì, e anche manipolatore, crudele a ancora più aggressivo.
D. Una caratteristica positiva?
R. È una realtà piena di energia e, a suo modo, molto creativa. La gente lavora sodo. Ed è uno dei pochi mondi in cui si possono avverare sogni improbabili. Oggi vi si trovano miliardari che hanno iniziato la loro vita su un marciapiede.
D. Come ha conosciuto Bollywood?
R. Non ne ho mai fatto parte dall'interno, ma ne sono sempre stata un'osservatrice attenta. Infatti ho lavorato come redattrice di una rivista, "Stardust", che si occupava di cinema, e ho quindi dovuto approfondire la mia conoscenza di quella realtà. Erano gli anni Ottanta, e molti attori oggi famosi, allora erano agli esordi.
D. Si è ispirata a qualche attrice indiana per costruire il personaggio di Asha Rani?
R. Sì, il suo nome è Rekha, una vera diva, oggi sulla cinquantina. È una sorta di Greta Garbo moderna, una donna misteriosa e complessa. Ma, intendiamoci: non ho descritto la sua vita. Da lei è arrivata l'ispirazione. La mia è la storia classica, da manuale, delle ragazze del Sud dell'India che vanno al Nord in cerca di fama e di un marito ricco. Nella Bollywood di oggi ci sono almeno quattro attrici di cui Asha Rani potrebbe essere la fotocopia.
D. Perché, secondo lei, il lettore prova simpatia per Asha Rani?
R. Perché è una ragazza vulnerabile. È una sopravvissuta; anzi, la sopravvissuta per eccellenza, grazie a uno spirito forte che le impedirà di perdersi definitivamente.
D. Ancora una volta, lei è impietosa nei confronti degli uomini.
R. Era inevitabile. Se già nelle società tradizionali sono gli uomini a dominare e ad abusare del loro potere, figuriamoci nell'ambiente di Bollywood, dove gli interessi economici sono alti e continuano a comandare loro! Gli uomini hanno l'ultima parola, dalla scelta degli attori ai soggetti. Ancora oggi ci sono giovani attrici che devono "accontentare" il cameraman, che magari le ricatta dicendo che altrimenti farà loro delle brutte riprese.
D. Quale accoglienza ha avuto in India questo romanzo?
R. È stato un grande successo di pubblico, ma i critici lo hanno trovato scioccante per il linguaggio e il contenuto.
D. C'è un film prodotto da Hollywood che le è piaciuto?
R. "Monsoon Wedding" è meraviglioso, ma la regista, una donna intelligente e potente, appartiene più a Hollywood che a Bollywood. Un tipico prodotto di Bollywood, invece, è "Namastey London": è stato lanciato pochi mesi fa e si dice che sarà un grande successo non soltanto in India, ma anche all'estero.
D. I film di Bollywood ci offrono davvero uno spaccato della vita indiana?
R. No, Bollywood è un mondo a sé, non ha nulla a che fare con l'India. È come Disneyland.
Intervista a cura di Diletta Castorini
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