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Si chiamano Liliane Korb e Laurence Lefèvre, sono sorelle e vengono da Parigi. Ma sugli scaffali delle librerie sono conosciute come Claude Izner: così hanno firmato Il mistero di rue des Saints-Pères, pubblicato in Italia l'anno scorso, e il nuovo romanzo La donna del Père-Lachaise, che sono appena venute a promuovere in Italia. Le storie narrate in questi due libri sono ambientate a Parigi alla fine dell'Ottocento e hanno per protagonista Victor Legris, un libraio colto e arguto, che è innamorato di una vivace pittrice russa e si trova sempre per caso coinvolto in qualche delitto su cui si mette a indagare con passione e dedizione. Nella sua prima avventura, che si svolge nel 1889, Victor Legris si muove in una Parigi in fermento: è l'anno dell'Esposizione Universale e dell'inaugurazione della Torre Eiffel. Proprio sulla nuovissima torre, il libraio assiste alla morte di una donna, apparentemente causata dalla puntura di un'ape. Il nuovo romanzo, invece, ci porta nel 1890, e la vicenda inizia in uno dei cimiteri più famosi non solo di Parigi, ma del mondo: il Père-Lachaise. Qui scompare misteriosamente Madame De Valois, e insieme a Victor Legris scopriremo il mondo dello spiritismo, della magia e della negromanzia che si stava facendo strada proprio in quegli anni nella capitale francese. Ne abbiamo parlato con le autrici.
D. Dai vostri libri si coglie un grande amore per Parigi. Confermate questa impressione?
R. Sì, è così. Essere nate e vivere a Parigi è un'esperienza unica, un privilegio di cui ci rendiamo conto quotidianamente, quando osserviamo così tanta gente che arriva dal mondo intero per conoscere quello che noi vediamo tutti i giorni. Parigi, inoltre, è una città formata da tanti villaggi in successione; ogni quartiere è diverso dall'altro, e anche solo attraversandoli si ha l'impressione di fare un viaggio.
D. Quale lavoro svolgete a Parigi?
R. Siamo entrambe ”bouquiniste“: vendiamo libri antichi su due bancarelle lungo le rive della Senna. Io (Liliane, n.d.r.), in realtà, sono andata in pensione nel 2003, ma ho lavorato per trent'anni sulla riva destra; Laurence, invece, ha ancora il suo banco sulla riva sinistra.
D. Quindi i libri non solo li scrivete, ma li vendete anche...
R. Sì, il nostro amore per i libri è totale. Anche nostro padre era ”bouquiniste“, e in casa abbiamo sempre avuto tantissimi volumi.
D. Come siete arrivate a scrivere a quattro mani le indagini di Victor Legris?
R. Prima, entrambe abbiamo scritto e pubblicato indipendentemente; poi abbiamo iniziato a scrivere insieme, firmando i nostri libri come Liliane Korb (mantenendo il nome da ragazza) e Laurence Lefèvre (usando quello da sposata). Infine, in un periodo molto negativo, in cui le nostre storie non venivano più accettate dagli editori, ci siamo concentrate sull'epoca di fine Ottocento, che già da un po' avevamo nel cuore e nella mente, e abbiamo deciso di scrivere polizieschi e di ambientarli in quel periodo, in particolare nel 1989. Così siamo diventate Claude Izner.
D. Un nome di fantasia?
R. "Claude" è il secondo nome di Liliane, è di genere sia maschile che femminile, e contiene al suo interno la prima sillaba del nome Laurence: era perfetto! "Izner", invece, è il cognome di nostra madre.
D. Perché la fine dell'Ottocento aveva attratto il vostro interesse già da tempo?
R. Perché è stata un'epoca affascinante. Pensiamo alla moda, alle signore con i grandi cappelli e i corsetti, alla creatività letteraria, ai pittori, ai caffè concerto. Un periodo proiettato verso il futuro ma ancora con un piede nel passato. E poi c'è un altro motivo: la Parigi degli anni Cinquanta, che è quella della nostra infanzia, portava ancora l'eco di com'era a fine Ottocento. Noi ricordiamo bene gli ambulanti che giravano per le strade, il loro modo di pubblicizzare le loro merci, gridando a destra e a sinistra; l'esperienza di quel mondo popolare è rimasta impresso nella nostra memoria.
D. Come vi siete documentate su quell'epoca?
R. Immergendoci nelle fonti: i quotidiani e le riviste, la pittura e la musica di allora.
D. Veniamo a Victor Legris: chi è, in realtà, per Lilian e Laurence?
R. È un personaggio che volevamo dipingere più come persona che come super eroe. Per questo, pur rendendogli onore per gli sforzi investigativi, l'arguzia e la cultura, gli abbiamo attribuito anche qualche difetto, così risulta più simpatico. È un uomo che, se incontrassimo davvero, ci sedurrebbe. Non a caso, infatti, ha alcune caratteristiche dei nostri mariti: ama la fotografia (come il marito di Liliane, che è fotografo) e ama i libri (come il marito di Laurence, anche lui ”bouquiniste“).
D. Il mistero di Rue des Saints Pere era ambientato nel 1889; La donna del Père-Lachaise ci porta nel 1890. Avete in mente di dedicare un libro a ogni anno?
R. Sì. Ci piacerebbe arrivare al 1900. In Francia abbiamo già pubblicato sei romanzi sulle indagini di Victor Legris: siamo a metà!
Intervista a cura di Iaia Barzani
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