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James Patterson, uno dei migliori e più prolifici autori di thriller dei giorni nostri, ha creato una serie di romanzi con quattro donne risolute e brillanti come protagoniste. Abilissime a fondere le rispettive competenze nei vari ambiti professionali, le amiche del ”Club Omicidi“ingaggiano, con assoluto sprezzo del pericolo, una lotta senza esclusione di colpi contro alcuni dei più astuti e malvagi criminali di San Francisco. Sarà il tenente Lindsay Boxer, l'unica detective professionista del Club, a coordinare l'agguerrito quartetto. Le donne del Club Omicidi, quarto episodio della serie, è un giallo ricco di suspense e colpi di scena. Lindsay si trova a combattere su diversi fronti; il suo obiettivo principale consiste nel fermare una lunga catena di omicidi misteriosi dal sapore vagamente ritualistico, ma per raggiungere questo scopo dovrà prima uscire vincitrice da un processo intentato ai suoi danni per abuso di legittima difesa e omicidio colposo; un'accusa infamante che rischia di pregiudicarne la carriera e distruggere per sempre la sua esistenza. Abbiamo rivolto alcune domande all'autore.
D. Com'è nata l'idea di una serie di gialli interamente al femminile?
R. Sono cresciuto in una famiglia di donne: mamma, nonna, tre sorelle e due gatte. Gli echi di quell'atmosfera, il tono dei discorsi - in cui si mescolavano saggezza e senso dell'umorismo - mi risuonano ancora nelle orecchie. Quando ho ricoperto il ruolo di presidente dell'agenzia pubblicitaria J. Walter Thompson, mi sono reso conto che le donne tendevano a risolvere i problemi non soltanto in maniera diversa rispetto agli uomini ma, spesso, più efficacemente. Rimasi allora folgorato dall'idea di una serie di romanzi tutta al femminile; storie di donne - una detective, un avvocato, un medico legale e una giornalista - capaci di pervenire alla soluzione di un caso, agendo come una squadra. Nessuna sorpresa per me che questa sia la serie di mystery che ha venduto di più negli ultimi dieci anni.
D. Il quarto episodio - Le donne del Club Omicidi - ha una duplice struttura; benché sia soprattutto un giallo d'azione dal ritmo incalzante, con sparatorie e inseguimenti mozzafiato, presenta anche una corposa sezione centrale che si svolge nelle aule di tribunale secondo i dettami del legal thriller. Qual è stata la parte più divertente da scrivere?
R. A sentire l'opinione dei lettori - ho ricevuto molte lettere e mail, in particolare da donne - pare che il libro sia piaciuto sotto entrambi gli aspetti. Quanto a me, la cosa che più mi diverte è costruire una storia attorno a un personaggio centrale fortemente caratterizzato. Quando mi metto a scrivere un romanzo mi preoccupo soprattutto di alimentare, capitolo per capitolo, le aspettative del lettore, facendo al contempo progredire il protagonista. È la sua evoluzione a interessarmi.
D. Le quattro amiche del Club Omicidi costituiscono una squadra molto affiatata. A ben vedere, anche Lei fa parte di un team: se il primo episodio della serie è interamente farina del suo sacco, per i successivi due episodi si è avvalso della collaborazione di Andrew Gross, mentre alla stesura del quarto ha partecipato la scrittrice Maxime Paetro. Come si scrive un libro a quattro mani? Ha mai avuto divergenze con la sua coautrice durante la stesura di quest'ultimo romanzo?
R. È stato semplicissimo andare d'accordo con Maxine. Tra noi c'è sempre stato un grande e reciproco rispetto e credo che questa collaborazione sia destinata a proseguire. Lei vorrebbe però che Lindsay Boxer si sposasse e io non sono altrettanto sicuro che sia una buona cosa per il prosieguo della serie. Maxime ha sicuramente dato un ulteriore tocco femminile, ma l'atmosfera di base e l'intonazione complessiva sono state da me fissate ben prima che Maxime aderisse al progetto.
D. L'eccesso di legittima difesa da parte della polizia è uno dei motivi forti delle Donne del club omicidi. La protagonista viene infatti accusata di aver ucciso una ragazzina e di averne ferito gravemente il fratello, senza reali necessità. Nei servizi televisivi e tra le pagine dei giornali si dà spesso notizia di episodi di brutalità e di violenze ingiustificate. Come si è accostato a un tema così delicato e controverso?
R. In realtà non definirei questo tema ”controverso“ - anche quando episodi del genere si verificano - tenendo conto del mondo in cui viviamo e del clima di violenza che si respira. In linea generale, nutro grande rispetto per la maggiore parte dei poliziotti che lavorano per la sicurezza del mio Paese. Mi è capitato di incontrarne almeno un centinaio e mi sono sempre imbattuto in brave persone - magari non perfette - chiamate a svolgere quotidianamente un lavoro terribilmente difficile e pericoloso.
D. Oltre a essere un acclamato autore di bestseller, Lei è anche uno scrittore piuttosto prolifico. Dopo aver scritto un numero così elevato di romanzi, è ancora in grado di reperire con facilità nuovi spunti?
R. Attualmente ho nella mia cartellina qualcosa come un centinaio di tracce per romanzi futuri. Non posso dire di essere a corto di idee. Anzi. Se vuole gliene vendo volentieri un paio.
D. Lei ha creato due detective che sono diventati famosi in tutto il mondo: la più volte citata Lindsay Boxer e il detective di colore Alex Cross. A quale dei due personaggi si sente più legato in questo momento?
R. Non so rispondere. È un po' come chiedermi quale dei figli preferisco. Adoro Alex perché sa essere un uomo di famiglia premuroso e, nello stesso tempo, un detective che si dedica anima e corpo alla sua professione. Anche Linsday è dedita al lavoro come Alex, ma è abbastanza diversa da lui: è incredibilmente spigliata, divertente, non immune da piccoli difetti cui guardo comunque con grande affetto. Amo anche lei.
D. Le indagini di Alex Cross sono state portate sul grande schermo da Morgan Freeman. Prevede una trasposizione cinematografica anche per le storie di Lindsay Boxer?
R. Posso annunciare che i libri delle donne del Club Omicidi stanno per diventare una serie tv. Ho visto la sceneggiatura. Credo che sia stato fatto un lavoro davvero eccellente. Pare che il ruolo di Lindsay Boxer possa essere affidato a Tea Leoni.
Intervista a cura di Marco Marangon
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