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Nei dodici capitoli di Una vita per la scienza, Alessandro Cecchi Paone cura una lunga video-intervista con il professor Umberto Veronesi, che per la prima volta parla in maniera approfondita della sua attività di medico e scienziato, oltre che della sua passione politica e civile al servizio del prossimo. Veronesi tocca alcuni degli argomenti più importanti e di maggior attualità della medicina e della scienza moderna, con il linguaggio semplice e il tocco umano che da sempre lo contraddistinguono e che l'hanno reso uno dei medici più conosciuti al mondo in un settore fondamentale come quello della lotta ai tumori. Nel libro di corredo ai 2 DVD Alessandro Cecchi Paone approfondisce gli argomenti trattati nell'intervista, aggiungendo informazioni utili alla salute, alla conoscenza e alla vita dei lettori. È lui stesso a raccontare ai lettori di Infinitestorie come è nato il progetto di Una vita per la scienza.
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Quando per questa operazione ho proposto il titolo Una vita per la scienza, mi riferivo ovviamente al fatto che Umberto Veronesi di ricerca e pratica scientifica si è occupato per oltre sessant'anni. Ma anche al fatto che, fase dopo fase, da operatore della scienza medica Veronesi si è trasformato in un cultore prima, in un divulgatore poi e in un difensore infine della scienza nel suo complesso. Più in particolare della scienza come sistema di valori utile a lui per ispirare la sua attività parlamentare e di governo, ma proposta a tutti come fonte di progresso e civiltà per la collettività.
Arrivare all'affermazione che "la scienza rende liberi" vuol dire riferirsi alla libertà dalle malattie, dal dolore, dalla povertà e dalla fame, ma anche alla libertà di decidere in autonomia del proprio destino da ogni punto di vista: sentimentale, familiare, lavorativo, sanitario. In definitiva vuol dire candidare la scienza a sistema fondante e ispiratore della cultura e della politica del nuovo Millennio, in sostituzione delle tramontate ideologie del passato. Con il vantaggio di non essere essa stessa un'ideologia, ma un metodo, basato sulla libertà dell'intuizione teorica e poi sul consenso della comunità mondiale dei ricercatori, dopo i passaggi sperimentali della validazione sul campo.
Mi piace sottolineare come questa impostazione si basi su una fiducia e un amore profondi per la naturale bontà dell'essere umano, che va dichiarata, protetta e fatta ulteriormente fiorire. E come di conseguenza si contrapponga frontalmente a tutte le filosofie che sostengono la necessità dei dogmi, delle superstizioni, dei divieti e del principio di autorità assoluta per gestire i singoli e i gruppi associati. Che sarebbero altrimenti preda di appetiti, capricci, deviazioni e nefandezze di ogni tipo.
È evidente che Veronesi ci dice di non credere a questa rappresentazione dannata dell'uomo e del mondo, raccomandando ai potenti, ai politici e agli amministratori quello stesso rispetto vero e affettuoso per ogni persona coinvolta dalle loro decisioni, che caratterizza il buon medico nel rapporto con i suoi pazienti. Una gran bella lezione che oppone la responsabilità individuale alla paura e alla soggezione.
Alessandro Cecchi Paone
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