Longanesi
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Indice Speciali


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In principio erano le donne  Intervista a Rossana Campo

AAA – Moglie perfetta cercasi  Intervista a Graeme Simsion

Sei adolescenti magiche  Incontro con Mats Strandberg

Amori e sogni del dopoguerra  Intervista a Helga Schneider

Tra sogni e quotidianità  Intervista a Grégoire Delacourt

Le storie? Macchine per immaginare  Intervista a Guido Quarzo

Il mondo dietro l’assenza  Intervista a Romana Petri

Sogni più veri della realtà  Intervista a Pamela Hartshorne

Alla scoperta della natura  Intervista a Giuseppe Festa

Porto alla luce storie sepolte  Intervista a Marco Vichi

L’amore infinito per i libri  Intervista a Andrea Kerbaker

L’isola che non c’è  Intervista a Matteo Collura

L’odore dei ricordi  Intervista a Philippe Claudel

Cartagine è invincibile?  Intervista a John Stack

Rincorrendo la vita  Intervista ad Alberto Damilano

Mistero in Camargue   Conversazione con Maurizio Lanteri e Lilli Luini

Vampiri a Firenze?  Intervista a M.J. Heron

Guida al delitto letterario  Intervista a Luca Crovi

Il delitto come gioco  Intervista a Ursula Poznanski

Non soltanto azione. Anche tanto amore  Incontro di Mario Biondi con Wilbur Smith

Alla ricerca delle vite rubate  Intervista a Clara Sánchez

Continua l’incredibile storia di Juan  Intervista a Jorge Molist

In principio fu la rapina  Intervista ad Andrea Fazioli

Delitti tra realtà e finzione  Intervista a Steve Mosby

Venezia è un romanzo  Intervista a Giuseppe Furno


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Vita di uno scrittore
Le immagini di Guido Morselli
nel libro (a cura di Valentina Fortichiari) Guido Morselli: immagini di una vita
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

"Scoperto" soltanto dopo la morte, Guido Morselli è forse l'esempio più emblematico dello scrittore italiano incompreso e rifiutato dalle case editrici. Un'incomprensione e un rifiuto che, alla luce dello straordinario successo di critica e popolarità poi arriso all'autore, risultano tuttora inesplicabili. A quasi trent'anni dalla morte, la famiglia di Morselli ha messo a disposizione lo straordinario archivio delle sue fotografie, da cui emerge un'intera esistenza nei suoi aspetti più privati. Parenti, amici e studiosi hanno accettato di aggiungere le loro testimonianze a una scelta di brani tratti da lettere e diari dell'autore, e il tutto, usato come commento alle immagini, contribuisce a far emergere un quadro particolarissimo della personalità di Morselli, il composito ritratto di una vita appartata e schiva ma segnata dalla vocazione — per non dire addirittura dalla "coazione" — a scrivere. Abbiamo parlato di questo singolare libro con la curatrice, Valentina Fortichiari.


D. Da che cosa è nato questo suo interesse per Guido Morselli, che crediamo si possa addirittura definire una ”passione“?

R. L'interesse per Morselli risale al 1975, anno in cui la Casa editrice Adelphi mi affidò l'inventario delle sue carte. Cominciai i miei brevi viaggi con il trenino delle Ferrovie Nord per Varese, a casa di Maria Bruna Bassi, erede testamentaria degli scritti: lavorai su quattro, cinque scatoloni contenenti manoscritti, dattiloscritti, appunti, persino mozziconi di matite, pipe, piccoli oggetti personali. Un territorio ancora inesplorato. Mi innamorai subito di questo scrittore, che da allora continuo a studiare. Ho conosciuto negli anni la famiglia, ho raccolto notizie biografiche, aneddoti anche sulla sua vita. Un'esperienza davvero unica.

D. Com'è entrata in possesso di un così prezioso patrimonio di immagini?

R. Un giorno, a casa di Loredana Merchiori, una delle nipoti di Guido Morselli, facemmo scorrere una serie di album di fotografie: c'era l'intera storia della famiglia Morselli. Mi sembrarono immagini bellissime e una bella storia di famiglia. Cominciò così. Vidi anche alcuni cortometraggi realizzati da Morselli con una cinepresa amatoriale. L'occhio di Morselli, la sua capacità di osservare e fissare la realtà mi parve sorprendente. C'è gran parte di questa mania del dettaglio nella sua prosa tutta "cose e idee".

D. Da questa importante raccolta ”visiva“, con il suo accurato e importante accompagnamento testuale, esce un Morselli in qualche modo nuovo? In che cosa?

R. Nel libro ho voluto dare un profilo completo dell'uomo Morselli, con particolari del tutto inediti relativi a certe sue manie ossessive, da solitario. Sono interessanti, direi, alcune testimonianze (per esempio del suo medico personale, del fratello), sono inedite le lettere al padre e gli aneddoti sui rapporti non sempre facili con lui, è inedito il testamento, tra l'altro documento letterario di rara bellezza.

D. Sappiamo che vi sono ancora molti testi inediti di Morselli. Avremo modo di leggerne qualcuno a breve o medio termine?

R. Un interessante romanzo inedito è Brave borghesi. Lo potremo leggere nel primo volume dei Romanzi, che inaugura la pubblicazione dell'Opera Omnia di Morselli nella collana "La Nave Argo" di Adelphi. Uscirà il 7 gennaio.

D. Non crede che, dopo lo straordinario successo postumo degli anni Settanta — che lo ha collocato tra i grandi della nostra letteratura —, sull'opera di Morselli rischi di calare ancora un ingiusto velo di trascuratezza?

R. Il volume di Adelphi, e in misura minore questa biografia per immagini, mi auguro possano contribuire a risvegliare l'interesse per questo scrittore, che — al di là dei gusti personali, del gradimento generale del pubblico — è certamente tra gli scrittori "di razza" del nostro Novecento.

D. Quale giustificazione può avere, secondo lei, il costante (in qualche caso addirittura sprezzante) rifiuto oppostogli dagli editori quando era in vita?

R. Guido Morselli era scrittore singolare, inassimilabile ai modelli correnti, difficilmente collocabile. È emblematica, per esempio, la reazione di Vittorio Sereni (direttore editoriale della Mondadori) alla lettura di Roma senza papa, il romanzo definito "fantareligioso": non gli sembrava romanzo, non gli sembrava satira né pamphlet, non sapeva bene dove collocarlo, come classificarlo. Nel suo intreccio di "realismo e fantasia", Morselli sfuggiva ai canoni tradizionali del romanzo italiano. Al fallimento editoriale contribuì poi, sul piano personale, il suo carattere ombroso, non facile, rinunciatario.

D. Vuole offrirci un suo breve ritratto personale di questo autore a cui ha dedicato tanto interesse e lavoro?

R. Morselli è stato certamente un caso anomalo e singolare nella storia degli scrittori suicidi. Tutto in lui sembrava prefigurare un fallimento: in senso esistenziale (la sua inclinazione alla depressione) e in senso professionale (una certa dose di sfortuna unita a una sorta di perverso accanimento del destino). Il gesto del suicidio, che ha radici profonde nell'anima di Morselli e non si può attribuire ai numerosi, reiterati "rifiuti" editoriali, ha contribuito a mitizzare in un certo senso il "caso" Morselli. Per parte mia ho amato la sua coerenza, il suo senso della dignità personale, la sua prosa limpida, pulita, trasparente.