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Indice Speciali


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La corona dei mesi  Sonetti di Folgore da San Gimignano

Il dono dei Magi  Racconto di O. Henry per l'Epifania

L'Anno Nuovo  Un racconto per Capodanno di Charles Dickens

Cenone di Natale  Un racconto per Natale di Charles Dickens

Un comico esperimento di ipnosi  Intervista a Kirsty Greenwood

Prodigi d’Oriente e segreti vaticani  Intervista a Giulio Leoni

Una storia lunga un secolo  Incontro con Jean-Michel Guenassia

Caccia al bestseller  Intervista a Zoran Živković

Un romanzo a mosaico  Incontro con Linn Ullmann

Dal Big Bang alla resurrezione  Intervista a Glenn Cooper

Due solitudini in cammino  Incontro con Jesús Carrasco

Chi decide cosa possiamo sapere?  Intervista a Mikkel Birkegaard

Verdi segreto  Incontro con Jacopo Ghilardotti

Niceville, la dimora del Male  Intervista a Carsten Stroud

La distanza dell’amore  Incontro con Jessica Brockmole

Psicosi e violenza  Intervista a Jerker Eriksson e Håkan Axlander Sundquist

Bodrum 1988  Mario Biondi ricorda l'amico scrittore turco Nedim Göknil

Storie vere di dipendenza  Intervista a Luigi Rainero Fassati

Torna Rebus, sbirro in pensione  Intervista a Ian Rankin

Vite all’ombra del vulcano  Incontro con Marisa Ranieri Panetta

Due casi per il Commissario Gilardi  Incontro con Elda Lanza

La parola adatta  Intervista a Monica Cantieni

Catastrofe globale  Intervista a Marc Elsberg

Detective story con violino  Incontro con Tess Gerritsen

Contraddizioni e profumi di Sicilia  Incontro con Rosalba Perrotta


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Vita di uno scrittore
Le immagini di Guido Morselli
nel libro (a cura di Valentina Fortichiari) Guido Morselli: immagini di una vita
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]



(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

"Scoperto" soltanto dopo la morte, Guido Morselli è forse l'esempio più emblematico dello scrittore italiano incompreso e rifiutato dalle case editrici. Un'incomprensione e un rifiuto che, alla luce dello straordinario successo di critica e popolarità poi arriso all'autore, risultano tuttora inesplicabili. A quasi trent'anni dalla morte, la famiglia di Morselli ha messo a disposizione lo straordinario archivio delle sue fotografie, da cui emerge un'intera esistenza nei suoi aspetti più privati. Parenti, amici e studiosi hanno accettato di aggiungere le loro testimonianze a una scelta di brani tratti da lettere e diari dell'autore, e il tutto, usato come commento alle immagini, contribuisce a far emergere un quadro particolarissimo della personalità di Morselli, il composito ritratto di una vita appartata e schiva ma segnata dalla vocazione — per non dire addirittura dalla "coazione" — a scrivere. Abbiamo parlato di questo singolare libro con la curatrice, Valentina Fortichiari.


D. Da che cosa è nato questo suo interesse per Guido Morselli, che crediamo si possa addirittura definire una ”passione“?

R. L'interesse per Morselli risale al 1975, anno in cui la Casa editrice Adelphi mi affidò l'inventario delle sue carte. Cominciai i miei brevi viaggi con il trenino delle Ferrovie Nord per Varese, a casa di Maria Bruna Bassi, erede testamentaria degli scritti: lavorai su quattro, cinque scatoloni contenenti manoscritti, dattiloscritti, appunti, persino mozziconi di matite, pipe, piccoli oggetti personali. Un territorio ancora inesplorato. Mi innamorai subito di questo scrittore, che da allora continuo a studiare. Ho conosciuto negli anni la famiglia, ho raccolto notizie biografiche, aneddoti anche sulla sua vita. Un'esperienza davvero unica.

D. Com'è entrata in possesso di un così prezioso patrimonio di immagini?

R. Un giorno, a casa di Loredana Merchiori, una delle nipoti di Guido Morselli, facemmo scorrere una serie di album di fotografie: c'era l'intera storia della famiglia Morselli. Mi sembrarono immagini bellissime e una bella storia di famiglia. Cominciò così. Vidi anche alcuni cortometraggi realizzati da Morselli con una cinepresa amatoriale. L'occhio di Morselli, la sua capacità di osservare e fissare la realtà mi parve sorprendente. C'è gran parte di questa mania del dettaglio nella sua prosa tutta "cose e idee".

D. Da questa importante raccolta ”visiva“, con il suo accurato e importante accompagnamento testuale, esce un Morselli in qualche modo nuovo? In che cosa?

R. Nel libro ho voluto dare un profilo completo dell'uomo Morselli, con particolari del tutto inediti relativi a certe sue manie ossessive, da solitario. Sono interessanti, direi, alcune testimonianze (per esempio del suo medico personale, del fratello), sono inedite le lettere al padre e gli aneddoti sui rapporti non sempre facili con lui, è inedito il testamento, tra l'altro documento letterario di rara bellezza.

D. Sappiamo che vi sono ancora molti testi inediti di Morselli. Avremo modo di leggerne qualcuno a breve o medio termine?

R. Un interessante romanzo inedito è Brave borghesi. Lo potremo leggere nel primo volume dei Romanzi, che inaugura la pubblicazione dell'Opera Omnia di Morselli nella collana "La Nave Argo" di Adelphi. Uscirà il 7 gennaio.

D. Non crede che, dopo lo straordinario successo postumo degli anni Settanta — che lo ha collocato tra i grandi della nostra letteratura —, sull'opera di Morselli rischi di calare ancora un ingiusto velo di trascuratezza?

R. Il volume di Adelphi, e in misura minore questa biografia per immagini, mi auguro possano contribuire a risvegliare l'interesse per questo scrittore, che — al di là dei gusti personali, del gradimento generale del pubblico — è certamente tra gli scrittori "di razza" del nostro Novecento.

D. Quale giustificazione può avere, secondo lei, il costante (in qualche caso addirittura sprezzante) rifiuto oppostogli dagli editori quando era in vita?

R. Guido Morselli era scrittore singolare, inassimilabile ai modelli correnti, difficilmente collocabile. È emblematica, per esempio, la reazione di Vittorio Sereni (direttore editoriale della Mondadori) alla lettura di Roma senza papa, il romanzo definito "fantareligioso": non gli sembrava romanzo, non gli sembrava satira né pamphlet, non sapeva bene dove collocarlo, come classificarlo. Nel suo intreccio di "realismo e fantasia", Morselli sfuggiva ai canoni tradizionali del romanzo italiano. Al fallimento editoriale contribuì poi, sul piano personale, il suo carattere ombroso, non facile, rinunciatario.

D. Vuole offrirci un suo breve ritratto personale di questo autore a cui ha dedicato tanto interesse e lavoro?

R. Morselli è stato certamente un caso anomalo e singolare nella storia degli scrittori suicidi. Tutto in lui sembrava prefigurare un fallimento: in senso esistenziale (la sua inclinazione alla depressione) e in senso professionale (una certa dose di sfortuna unita a una sorta di perverso accanimento del destino). Il gesto del suicidio, che ha radici profonde nell'anima di Morselli e non si può attribuire ai numerosi, reiterati "rifiuti" editoriali, ha contribuito a mitizzare in un certo senso il "caso" Morselli. Per parte mia ho amato la sua coerenza, il suo senso della dignità personale, la sua prosa limpida, pulita, trasparente.