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A Roma, nella piccola Chiesa barocca di Santa Giuliana, un'Annunciazione del Caravaggio sparisce misteriosamente dall'altare nel cuore della notte. A Parigi la sovrintendente della fondazione Malevic si accorge con orrore che è scomparsa un'importantissima opera del grande esponente del suprematismo, conservata nella cassaforte della fondazione. A Londra, alla National Gallery of Modern Art viene rubata l'ultima acquisizione del museo, appena comprata a un'asta per più di sei milioni di sterline. Tre città diverse, tre furti di capolavori di enorme valore che hanno in comune molto più di quello che si può immaginare... A Roma la polizia chiede aiuto a David Coffin, un famoso esperto d'arte e collezionista, che ha un interesse personale a partecipare alle indagini: vuole infatti ottenere uno sconto di pena per la donna della sua vita, Daniella, abilissima ladra d'arte su commissione, in carcere a Torino dopo una soffiata del suo anonimo e malvagio committente. A Parigi e a Londra indagano rispettivamente l'ispettore della Surété Jean-Jacques Bizot, un goloso gourmand parigino affiancato da un simpatico compagno di bagordi, e il misogino e solitario ispettore di Scotland Yard Harry Wickenden. Le indagini si svolgono nel mondo dorato dell'arte, tra colpi di scena, richieste di riscatto e giri di somme vertiginose. Chissà se, alla fine, saranno proprio i quadri originali a tornare al loro posto... Noah Charney, autore di La donna del collezionista, è uno dei più giovani e famosi esperti di furti d'arte nel mondo. Collabora anche con il governo italiano alla risoluzione di casi importanti. Ventottenne, lunghi capelli scuri, con un'aria da artista maledetto, ha studiato a Londra, in Usa, Cambridge, Roma, Firenze, Parigi, plurilaureato in storia dell'arte. A Lubiana è stato nel 2007 Visiting Professor all'Istituto di Criminologia. Lo abbiamo intervistato in esclusiva per InfiniteStorie.
D. Nel romanzo, Lei mette a frutto le sue competenze, raccontando tutto ciò che avviene nel mondo delle capitali, Roma, Parigi, Londra, dove i furti d'arte sono all'ordine del giorno e ispettori ed esperti, collezionisti dal fiuto lungo e non del tutto disinteressati, insieme si muovono fra avventure, sparizioni, riscatti con giri di somme vertiginose. Una parola sui ladri, chi sono?
R. È un'efficiente squadra di crimine organizzato a livello internazionale, la mafia, che opera in tre quarti del mondo, e cominciò ad affacciarsi alla scena pubblica, con furti clamorosi, a partire all'incirca dagli anni Sessanta.
D. Ci racconta alcuni del furti clamorosi?
R. 1999 Boston, Museo Gardner, tipico caso di furto su commissione, con ladri travestiti da poliziotti, che agiscono indisturbati, tenendo in ostaggio le guardie e trafugano quadri di Vermeer, Manet, Rembrandt e disegni di Degas. Amsterdam, anno 2000. Per distrarre la polizia, i ladri inscenano in vari punti del centro città delle esplosioni. Come in un film alla James Bond, seminano per le strade chiodi per forare gomme delle auto. Poi assaltano il Museo d'Arte Nazionale e scappano a bordo di un motoscafo. E ancora, a Oslo, spettacolare, quattro anni fa: in una manciata di minuti, i ladri si portano via il famoso quadro L'Urlo di Munch. E, ancora più lampo, in meno di tre minuti, a Zurigo, dove quest'anno sono spariti dipinti di Van Gogh e Monet. L'abilità si fa sempre più sofisticata e tecnologicamente sorprendente.
D. Qual è la situazione in Italia?
R. Anche qui da voi, dove risiedo spesso, avvengono furti d'arte notevoli. Forse il vostro è il Paese più a rischio, anche se i Carabinieri addetti alla Tutela del Patrimonio Culturale sono preparati ed efficientissimi.
D. Cosa si può fare ?
R. BÈ, intanto manca davvero una storia generale del crimine dei beni artistici, di come sono cambiate negli anni le tecniche, l'evoluzione del gusto, la scelta dei capolavori da trafugare nel corso del tempo, i poli di attrazione, le mete di destinazione delle opere.
D. Lei ci sta lavorando?
R. Sto scrivendo un altro romanzo, con meno personaggi rispetto alla Donna del collezionista. Sto scrivendo un saggio sulla sparizione di un dipinto di Van Eyck, che ha vissuto diverse, affascinanti vicissitudini.
D. Ma sul piano pratico, come si impegna sul tema dei furti d'arte?
R. Ho fondato e dirigo una Fondazione che si occupa del problema. Si chiama Arca (Association for research into crimes against art), il primo organismo internazionale che si occupa di furti d'arte. Ho un sito che si può visitare: www.noahcharney.com oppure www.artcrime.info
D. Dove vive attualmente?
R. Mi muovo fra America, Inghilterra, Lubiana, dove ho una fidanzata. Ma conto di trasferirmi in pianta stabile in Italia e forse di fondare l'Arca ad Amelia, anche se Arca mi segue. (Arca, vale a dire la raccolta di dati e dossier che si sposta ovunque io sia). Amo molto il vostro Paese.
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