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Delitto a trenta gradi sotto zero  Incontro con Mons Kallentoft

Il mistero di Giovanna, regina di Castiglia  Intervista a Gaia Servadio

Italiani in barca  Incontro con Roberto Goracci

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Il potere dei libri  Intervista a Mikkel Birkegaard

Razzismo, querce e limoni  Intervista a Cosimo Calamini

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Passioni nell’India coloniale  Incontro con Nicole C. Vosseler

La Garzantina Universale a breve su iPad  Incontro con Oliviero Ponte di Pino

Soltanto una storia di mare  Come l'ha raccontata Carlo Romeo

India tra modernità e tradizione  Intervista a Karan Mahajan

Sono o non sono un siciliano?  Ce lo spiega Alessio Puleo

Il destino dell’umanità in un libro  Incontro con Glenn Cooper

Le ragioni del cuore sotto il cielo africano  Incontro con Monica Ciccolini

Sesso e veleni nell’Urbe  Intervista a Steven Saylor

Una partita a scacchi tra cristiani e musulmani  Intervista a Nerea Riesco

L’altro volto del crimine  Incontro con Ferdinand von Schirach

L’Uruguay in tre generazioni di donne  Intervista a Carolina De Robertis

Viaggio in India  Incontro con Shobhaa Dé

Quando è un uomo a parlare d’amore   Incontro con Raffaello Mastrolonardo

L’ispettore Camilla e il Divino Assassino  Intervista a Giuseppe Pederiali

Un travolgente affresco del nostro Paese  Intervista ad Alessandro Canale

Un bel giorno, alle Terme dell’Anima  Intervista di Valentina Fortichiari a Massimo Gramellini

Realtà deformate  Incontro con Daniela De Prato


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brioschi2.jpg Un nuovo marchio editoriale: Guanda Graphic
Ce ne parla Luigi Brioschi
editore  


(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

Nasce nuovo marchio, ”Guanda Graphic“, che esordisce a metà ottobre con la pubblicazione contemporanea di tre titoli. Di questi titoli, del progetto complessivo e dei programmi futuri abbiamo parlato con il promotore dell'idea, l'editore Luigi Brioschi.

D. Come è nata questa idea?

R. È nata a poco a poco, guardando a quello che stava succedendo all'estero, soprattutto in America. Di anno in anno ho visto sempre più editori, anche editori di qualità, accostarsi al genere graphic, e le librerie dedicargli più spazi. Una produzione sempre più ampia e varia, con soluzioni espressive spesso sorprendenti. La motivazione di fondo è questa, direi: la convinzione che si aprano nuove occasioni di incontro e di collaborazione tra scrittura e immagine, tra narratori e illustratori, con esiti piuttosto interessanti.

D. Gli Stati Uniti sono una cosa, l'Europa un'altra. Troveranno spazio, da noi, i graphic novel?

R. Per la verità, c'è già almeno un paese europeo dove il genere ha attecchito con forza: la Francia. E in Gran Bretagna c'è un gran fervore editoriale, al riguardo. Qui, ho la sensazione che si possa catturare un pubblico nuovo. Quanto vasto, non so. Si vedrà. Però non riesco a credere che una produzione così ricca, variegata e qualitativamente interessante non riesca a trovare sbocco anche sul nostro mercato. E mi riferisco non solo alla produzione straniera ma anche a quella italiana.

D. A proposito di italiani, avete già qualche titolo?

R. Sì, ce n'è uno già tra i primi tre, Il vangelo del coyote, scritto da Gianluca Morozzi e illustrato da Giuseppe Camuncoli e Michele Petrucci. Una horror story di taglio davvero originale e di notevole presa. Questo è uno dei casi in cui mi sembra di vedere l'occasione per uno scrittore di esprimersi in forme nuove, trovando così, spero, anche un pubblico nuovo.

D. Altri titoli?

R. Un noir letterario con molti momenti di umorismo, ambientato nella Parigi degli espatriati, con Gertrude Stein e Picasso tra i protagonisti. È Chi vuole uccidere Picasso di Nick Bertozzi. E poi Sono figlia dell'Olocausto di Bernice Eisenstein, una storia di formazione al femminile che è anche riflessione sull'Olocausto da parte degli ebrei della generazione successiva. Un libro benissimo disegnato dalla stessa autrice, con rimandi a Chagall e a Ben Shan.

D. E l'anno prossimo? Quali e quanti titoli usciranno?

R. Non c'è una cadenza predeterminata. Di sicuro uscirà una versione graphic della Metamorfosi di Kafka adattata da Peter Kuper; poi un graphic novel che ha avuto molto successo negli Stati Uniti, American Born Chinese di Luen Yang, e un titolo di tipo, diciamo, divulgativo che racconta la storia della logica moderna mettendo in scena i suoi stessi protagonisti: Logicomics, di Christos Papadimitriou e Apostolos Doxiadis.

D: Graphic novel: un genere nuovo. Fino a che punto?

R. E' evidente che c'è qualche elemento di continuità con i comics, con i fumetti. Ma ci sono anche aspetti di novità nella durata, nello sviluppo della narrazione, nell'appropriazione da parte degli autori di strumenti e tematiche proprie del romanzo.

D: Perché ”Guanda Graphic“, un vero e proprio marchio?

R: È un'espressione che segnala l'indubbia novità dell'iniziativa ma anche la contiguità rispetto alla proposta più classica della casa editrice. Non si vuole certo stabilire una gerarchia tra due diverse linee editoriali.

19 ottobre 2007