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Delitto a trenta gradi sotto zero  Incontro con Mons Kallentoft

Il mistero di Giovanna, regina di Castiglia  Intervista a Gaia Servadio

Italiani in barca  Incontro con Roberto Goracci

I mille volti di una città maledetta  Intervista a Siddharth Dhanvant Shanghvi

Il potere dei libri  Intervista a Mikkel Birkegaard

Razzismo, querce e limoni  Intervista a Cosimo Calamini

Olimpiadi 2012, sto arrivando!   Stefano Vegliani spiega

Passioni nell’India coloniale  Incontro con Nicole C. Vosseler

La Garzantina Universale a breve su iPad  Incontro con Oliviero Ponte di Pino

Soltanto una storia di mare  Come l'ha raccontata Carlo Romeo

India tra modernità e tradizione  Intervista a Karan Mahajan

Sono o non sono un siciliano?  Ce lo spiega Alessio Puleo

Il destino dell’umanità in un libro  Incontro con Glenn Cooper

Le ragioni del cuore sotto il cielo africano  Incontro con Monica Ciccolini

Sesso e veleni nell’Urbe  Intervista a Steven Saylor

Una partita a scacchi tra cristiani e musulmani  Intervista a Nerea Riesco

L’altro volto del crimine  Incontro con Ferdinand von Schirach

L’Uruguay in tre generazioni di donne  Intervista a Carolina De Robertis

Viaggio in India  Incontro con Shobhaa Dé

Quando è un uomo a parlare d’amore   Incontro con Raffaello Mastrolonardo

L’ispettore Camilla e il Divino Assassino  Intervista a Giuseppe Pederiali

Un travolgente affresco del nostro Paese  Intervista ad Alessandro Canale

Un bel giorno, alle Terme dell’Anima  Intervista di Valentina Fortichiari a Massimo Gramellini

Realtà deformate  Incontro con Daniela De Prato


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pizzagalli.jpg Una "prima donna" del Rinascimento: Isabella d’Este
Ce la racconta Daniela Pizzagalli
autrice di La Signora del Rinascimento
[Maggiori info su Internet Bookshop Italia]
e La Dama con l’ermellino, La Signora di Milano


(In esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata.)

Dopo Cecilia Gallerani, La Dama con l'ermellino e Bianca Maria Visconti, La Signora di Milano, una nuova biografia narrativa arricchisce la galleria storica al femminile di Daniela Pizzagalli. La Signora del Rinascimento rievoca l'affascinante figura di Isabella d'Este, nata a Ferrara nel 1474, sposa nel 1490 del marchese di Mantova Francesco Gonzaga, considerata la "prima donna" del suo tempo per cultura, personalità e intelligenza. Ne abbiamo parlato con l'autrice.

D. Come mai ha definito Isabella d'Este la Signora del Rinascimento?
R. Perché è la figura femminile che meglio riassume tutte le caratteristiche che noi attribuiamo a quell'epoca, cioè l'amore per la classicità e per le arti da una parte, e dall'altra l'ambiguità dello stile politico. Isabella incarna pienamente gli ideali aristocratici illustrati nei due testi basilari del Rinascimento, Il cortegiano di Baldassarre Castiglione e Il principe di Machiavelli, infatti fu una maestra d'eleganza, una provetta musicista, una raffinata mecenate e collezionista (fu la prima donna a crearsi un suo Studiolo, che è un po' il luogo emblematico della cultura rinascimentale) e nello stesso tempo una scaltra statista, che ebbe modo di governare Mantova durante la prigionia veneziana del marito Francesco Gonzaga e poi come reggente per il figlio minorenne, dimostrando di non temere le insidie di francesi, spagnoli e tedeschi, che in quel periodo si giocavano in Italia la supremazia europea, riuscendo a mantenere integro e indipendente lo Stato grazie alla sua tattica dilatoria e opportunista, che consisteva nel sapersi schierare sempre dalla parte del vincitore. Inoltre a causa della sua passione per i viaggi frequentò le corti di tutta Italia, creandosi così uno stile di tipo sincretico, che fondeva le qualità migliori assimilate nelle diverse città.

D. Quali sono gli artisti più famosi a cui Isabella d'Este indirizzò il suo mecenatismo?"
R. Isabella si rivolgeva sempre agli artisti già celebri, non era una scopritrice di nuovi talenti: collezionò quadri del Mantegna, del Perugino, del Correggio, del Giambellino. Lei stessa indicò i suoi criteri, commissionando a Roma il ritratto del figlio: "Vogliamo il pittore Raffaello Sanzio da Urbino, e quando non ci fosse trovate il migliore dopo di lui, desiderando un buon maestro, e non un pittore triviale. Era molto interessata anche alla poesia, sia in latino sia in volgare, e collezionava i testi di tutti i suoi contemporanei, con i quali era in continua corrispondenza: le giungevano versi in omaggio da tutta Italia, ad esempio anche da Napoli dal Sannazzaro, il celebre autore dell'Arcadia. Fra gli amici più cari ebbe il Boiardo, l'Ariosto e Pietro Bembo.

D. Nel suo libro compare la vita quotidiana delle grandi famiglie signorili, dai Gonzaga ai Medici, dagli Este agli Sforza, dai Montefeltro ai Borgia: a quali personaggi Isabella fu più legata, e quali invece le erano nemici?
R. Tra le donne, fu particolarmente affezionata alla cognata Elisabetta Gonzaga, moglie del duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro, una donna intelligente e colta e quindi molto affine a lei, mentre ebbe in grande antipatia l'altra cognata, Lucrezia Borgia, moglie di suo fratello Alfonso d'Este, che civettava con il Gonzaga. Tra gli uomini, ebbe una forte attrazione per Ludovico il Moro, tanto che si sparsero dei pettegolezzi sul loro rapporto, mentre non poteva soffrire Cesare Borgia, il famigerato duca Valentino, al quale tuttavia, per motivi di opportunità politica, chiese di fare da padrino del suo primogenito.

D. Seguendo le tracce della protagonista, nel suo libro si viaggia per tutta l'Italia cinquecentesca: era molto diffuso l'uso dei viaggi, o era una particolarità del carattere di Isabella?
R. Lei la chiamava "la maledizione della vagabonderia": si sentiva sempre spinta a muoversi, a cambiare orizzonti, e lo considerava un male ereditario degli Estensi, infatti anche i suoi fratelli facevano lunghi viaggi in tutta Europa; per quanto riguarda l'estero lei si limitò alla Provenza, ma desiderò molto vedere Parigi e andare in pellegrinaggio a San Giacomo di Compostela. Anche se non riuscì ad attuare questi programmi, percorse tutta l'Italia: Venezia, Genova, Firenze, Urbino, Pesaro, Roma, Napoli furono mete che visitò più volte, per non parlare del vicino lago di Garda, che fu una meta abituale, e naturalmente della sua patria, Ferrara, dove trascorreva quasi altrettanto tempo che a Mantova.

D. Questa sua biografia di un personaggio tanto celebre come Isabella d'Este è la più estesa e corposa che finora sia stata fatta: quale metodo ha seguito nella stesura?
R. Nei miei libri seguo sempre il metodo cronologico degli antichi cronachisti: anno per anno inserisco gli aspetti storici, artistici e familiari, collegandoli assieme. Ho per esempio notato come nel profilo a carboncino di Isabella schizzato da Leonardo da Vinci, lo sguardo di lei abbia un'insolita dolcezza, forse perché era incinta del figlio maschio che tanto desiderava, come le era stato assicurato da una monaca veggente cui era devotissima. L'unità del racconto è data dalle fittissime citazioni delle lettere dei personaggi stessi: è un continuo dialogo mediante il quale comunicano direttamente al lettore la loro personalità, i valori, i punti di vista, le paure e i desideri dell'epoca. Io mi sono riservata la parte del regista: la scelta delle inquadrature, la selezione dei personaggi, il montaggio, hanno comportato ovviamente qualche rinuncia e taglio, ma spero ugualmente di aver raggiunto il mio obiettivo, di aver fatto cioè rivivere un'epoca e una straordinaria figura di donna con un approccio che possa risultare avvincente per il pubblico di oggi.