(Testo di Marco Marangon in esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata)
L'uomo scomparso è un magistrale thriller sul mondo della magia e dell'illusionismo. Deaver si serve della magia come metafora per alludere all'ampia gamma di "trucchi" usati dagli scrittori. Gli autori di thriller, al pari dei prestigiatori, si adoperano con ogni mezzo per regalare forti emozioni al pubblico e ricorrono sovente al fattore sorpresa per raggiungere il loro obiettivo. Deaver, da bravo illusionista della scrittura, sa come creare diversivi ed è in grado di depistare i lettori distogliendo la loro attenzione dagli elementi decisivi per la risoluzione di un caso. Chi si cimenterà nella lettura dell'Uomo scomparso è destinato a brancolare nel buio fino all'ultima pagina perché gli assi rimangono per tutto il tempo ben celati nella manica di Deaver. Il numero di colpi di scena è addirittura superiore, se possibile, ai romanzi precedenti: lo scrittore americano porta alle estreme conseguenze la sua sfida con il lettore, divertendosi a spiazzarlo con soluzioni narrative imprevedibili (a volte al limite del credibile), che costringono a continui cambi di prospettiva. Il serial killer, che il duo investigativo Rhyme-Sachs deve catturare, è un vero genio del male. Il soprannome di "Negromante" è ampiamente meritato: la magia è infatti il mezzo privilegiato per uccidere. Apportando varianti macabre ai numeri più famosi dei migliori illusionisti, il Negromante mette in scena uno spettacolo di morte, che lascia tutti sgomenti per la crudeltà gratuita e per il movente incomprensibile. Maestro nell'arte del trasformismo e profondo conoscitore delle più sofisticate tecniche dell'escapologia, il Negromante fugge dai luoghi del crimine senza lasciare dietro di sé alcuna traccia; il detective tetraplegico Lincoln Rhyme e la sua inseparabile compagna Amelia Sachs hanno però un'arma segreta: la giovane Kara, illusionista ricca di talento, pronta a rischiare la vita pur di interrompere l'orrido spettacolo allestito dalla sua malvagia controparte. Un Deaver in gran forma. Imperdibile.
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