(Testo di Marco Marangon in esclusiva per InfiniteStorie.it. La riproduzione in qualsiasi forma è vietata)
Senza dirsi addio è un thriller straordinario. A rendere speciale questo romanzo è soprattutto la tensione spasmodica che sa generare. Linwood Barclay, statunitense di nascita e canadese d'adozione, narra una storia così coinvolgente da obbligare il lettore a fare le ore piccole o a ritagliarsi spazi nel corso della giornata per apprendere particolari utili a sciogliere il mistero sulla sorte della famiglia Bigge. Il flashback iniziale sembra tratto da un episodio di Ai confini della realtà: Cynthia Bigge, una ragazzina in piena crisi adolescenziale, si sveglia una mattina per andare a scuola e scopre che la sua famiglia - padre, madre e fratello - si è letteralmente volatilizzata. La polizia indaga, ma nessuno trova la benché minima traccia per far luce sulla vicenda. Nel primo capitolo del romanzo ritroviamo Cynthia ormai adulta, felicemente sposata e madre di una bambina. Ed è proprio in quel momento, a venticinque anni dalla tragedia, che il caso Bigge si riapre nel modo più imprevedibile e inquietante. Senza dirsi addio è costruito interamente su questo segreto di famiglia che, capitolo dopo capitolo, viene gradualmente a galla. Che fine hanno fatto i genitori di Cynthia e suo fratello? È questo interrogativo che reclama l'attenzione dei lettori. Linwood Barclay non si serve del sangue o della violenza per spaventarci, ma ricorre ad espedienti più sottili per incatenarci alle pagine. La storia mette angoscia soprattutto per il senso di mistero che sa comunicare, per la descrizione di una realtà indecifrabile e senza punti di riferimento. Cynthia perde tutto nell'arco di una notte e non sa spiegarsi perché. Il mio riferimento alla serie Ai confini della realtà non tragga in inganno: Senza dirsi addio non racchiude alcun elemento soprannaturale. I mostri non vengono affatto da altri pianeti, ma dalla dimensione quotidiana. Vivono accanto a noi sotto mentite spoglie, talmente ben nascosti da essere irriconoscibili. Indicare la suspense come solo elemento degno di nota sarebbe però riduttivo. Vorrei dunque sottolineare anche la capacità dell'autore di rendere vivi i personaggi e autentiche le loro reazioni. Segnalo in particolare la figura di Grace, figlia di Cynthia, una bambina che assorbe le tensioni materne facendole confluire nella mania per i telescopi: dietro la sua maniacale paura per il possibile impatto di un asteroide con la Terra si cela un terrore più concreto; ovvero che l'incubo possa ripetersi, che anche i suoi genitori possano scomparire nel nulla. Un romanzo imperdibile.
25 marzo 2009
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